dorme un onesto appaltatore

lapide Visso appaltatore copiaAi tempi nostri quando si legge di un appaltatore è quasi sempre perché ha commesso qualcosa di disonesto o almeno ne è accusato.    Ignazio Claradonna no, non è diventato noto per aver commesso delle scorrettezze, anzi!

“Esempio di operosità e di onestà / abile esecutore di lavori stradali / buono con gli operai e giusto / rimasto fatalmente cadavere per apoplessia / nella sua ultima opera entro la Valnerina / Il suo capo maestro muratore Venanzo Montesi / ed il suo capo scarpellino / Giovanni Natalini / in mezzo all’unanime compianto / degli operai direttori ed amici / in segno di grato animo / posero”

Un comportamento così esemplare che ha spinto i suoi collaboratori a scriverlo nel marmo che hanno pagato perché ne restasse memoria… La lapide, già antica, è nel cimitero di Visso che dalla cima di un cucuzzolo da sempre veglia sul borgo. 

Dovrei dire “era” e “vegliava” perché il cimitero ha subito danni gravi con l’ultimo terremoto. Chissà che ne sarà stato della lapide così rara e preziosa: è zona rossa e per adesso non si può sapere…

“nell’azzurro mare”

DSCN5184A Levanzo, isoletta delle Egadi, anche il cimitero è un po’ speciale. Si arrampica su per un pendio scosceso rivolto verso est e nella piccola baia sottostante ormeggiano le barche in un mare straordinariamente azzurro.

l'atrio*

Ed è di quell’ “azzurro mare” che parla una lapide che, non so per quale motivo, è nell’atrio del cimitero, a destra nella foto. La lapide racconta quanto si sa, poco, di questo ignoto morto in mare

Levanzo epitaffio

Qui riposa in pace – Una vittima della barbarie teutonica – Il poveretto e ignoto- Di nazionalità francese – Appartenente all’equipaggio del piroscafo Fournier messaggerie –  partito da Marsiglia il 18-6.1917 – Silurato nell’azzurro mare della costa ligure. – Le misere spoglie – Vennero raccolte a questa deriva – Dopo un mese dalla violenta morte – Il 12-7-1917

le barche

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Dorme la zia Dina…

la zia DinaIl cimitero di Ostra è davvero su una collina dalla quale si gode un panorama amplissimo, dai monti al mare. Curato, fiorito e verdissimo custodisce perle straordinarie e commoventi.

Una di queste è la modesta lapide dedicata a Dina Curzi ved. Santinelli. La foto ci mostra una signora di mezz’età seduta sulla spiaggia…niente di speciale. Accanto al nome e le date un cartiglio scritto fittamente:

“sei stata un esempio di coraggio e di amore per noi / Non ti sei realizzata in cose grandi e importanti / ma nelle piccole cose sei stata grandiosa.   Un mazzolino di violette legate con una foglia… /  Un palloncino… un cioccolatino… / Un biglietto con gli auguri. / Piccole sorprese che tiravi fuori dalla tua borsa / come per magia…

Tutti noi abbiamo gustato le tue piadine, / le castagnole e le cresciole.     Le passeggiate al fiume, le merende arrampicati su un tronco… / le scarpe sporche di fango tanto poi si puliscono… / Una colazione all’alba senza preavviso! / Chi ti ha veramente conosciuta ha goduto / delle tue piccole meraviglie.

Di certo ci hai fatto vivere autentici momenti / spensierati e felici…senza mai chiedere / nulla in cambio. / L’amore che ci hai donato é grande. / E noi lo portiamo nel cuore per sempre. Grazie zia Dina.”

Davvero un ricordo non banale, questa specie di Mary Poppins che dona “momenti spensierati e felici” , straordinari  nella loro normalità.

L’importanza del ruolo di ZIA non è stato ancora indagato a sufficienza

la zia Dina copia 3