oh delle cose umane instabile sorte!

idillio di tua vita copia

I nomi, vecchissimo stile – lui Getulio e lei Cesira – ci dicono di quanto questa lapide sia antica, ma purtroppo la vicenda che racconta è attualissima anzi forse eterna.

Ecco il breve e straziante racconto : “L’idillio della tua vita / si mutò ben presto in desolante elegia / avvenenza delle forme sorrisi speranze / tutto in un istante travolse la morte./ ”

Dopo questa descrizione di una vita giovane e promettente troncata in modo drammatico (un incidente? Un suicidio?) che altro poteva dire  il “desolato suo sposo Getulio ” se non esclamare

“Oh delle cose umane instabile sorte”

 

dorme “soltanto” da un secolo ma…

fiori freschi (1)

Di questa lapide trovo commovente il messaggio col contrasto fra le “bolgie del Carso” e la “bramata sua dolce terra” e ancora la testimonianza del barbaro uso dei gas, ma la cosa che mi ha colpito anche di più sono stati i fiori freschi, semplici e rustici, ma freschi!

Dopo un secolo qualcuno ricorda ancora? Qualcuno ha ancora rispetto? C’è molto da vedere e da pensare a camminare fra gli epitaffi.

dorme chi ci ha pensato per tempo…

La maggior parte delle persone non si aspetta certo che le iscrizioni sulle lapidi possano offrire sorprese, ma si sbagliano.

Per esempio questo epitaffio scritto dal “titolare” della tomba, più di trenta anni prima della dipartita.

“Sapendo di morire, non conoscendone l’ora / fece per sé questo luogo / CESARE QUESTA / nell’anno cinquantesimo della sua età / per non essere di incomodo agli eredi // Tu che passi, prega per lui peccatore // Milano 1934 – Urbino 2016” 

Schermata 2018-04-19 alle 11.01.14

Cesare Questa era un illustre latinista il che spiega il fatto che la lapide sia in latino; in quanto al fatto che l’abbia scritta e fatta incidere così presto la spiegazione di non voler dare incomodo sarà anche vera, ma niente mi toglie dalla testa che abbia voluto assicurarsi che non scrivessero qualcosa che non gli sarebbe piaciuto. I latinisti insigni possono anche essere così

(Cimitero di S.Cipriano di Urbino, dalla pagina fb di Sanzio Balducci, che ringrazio)