piuttosto che ammainare la sua bandiera…

Sorbolongo è un villaggio grazioso e piccolissimo, fra Fano e Pesaro. Anche il suo cimitero è piccolo, ma ho pensato che valesse comunque la pena di andare a “leggere”. E valeva davvero la pena! Se non altro per questo bellissimo e misterioso epitaffio:

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Ma chi è stato ERMETE RIDOLFI che piuttosto che ammainare la propria bandiera preferì morire?

Si è ucciso?

E quale ingiustizia sta aspettando nella tomba che sia sanata?

E’ morto nel 1941… c’entra per qualcosa la politica? E da che parte stava?

Non sono riuscita a sapere niente di lui, ma stranamente su Wikipedia c’è un Ermete Ridolfi, nato qui vicino,  che nella battaglia dell’Isonzo nel 1917 si meritò una medaglia d’argento…

il legionario fiumano

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Questa lapide è la dimostrazione che la Storia, quella con la maiuscola, non dimentica anche i borghi più appartati come questo Castel Sant’Angelo sul Nera. Le parole sono scolorite e  quasi illegibili ed è un peccato perchè ne aveva fatte di cose nella sua vita CARLO ANDREANI, anche se non tutte condivisibili.

La sua vita in pratica è un riassunto della storia d’Italia dell’inizio del ‘900.

qui riposa nella pace di Cristo
Carlo Andreani
App dei RRCC – spese la vita nella educazione della famiglia – ed al servizio della Patria  – e alla grande guerra meritandosi la croce al merito – Fu legionario fiumano col poeta soldato –
abbracciò il fascismo nel suo nascere – fu squadrista e milite fedele – nel paese natio ebbe cariche onorifiche – morì il 10 ottobre 1939

Carabiniere e anche padre, ma prima ancora combattente eroico nella grande guerra, a Fiume con D’Annunzio, militante fascista, squadrista, amministratore… e dire che morì presto ed era nato qui in questa valle stretta sotto al Vettore, terra di trote, di acque e di pecore.

saldo nei suoi ideali : il congiurato

Ancora capita di trovarsi davanti a epitaffi che parlano di eventi che consideriamo storia e nemmeno recente. Questo, nel cimitero di Camerino, ci ricorda le guerre di indipendenza, nientemeno!

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per
ANGELO POGGI
che nella sua giovane età
congiurò per la salute d’Italia
e sdegnando facili difese
soffrì innocente lunga prigionia
saldo nei suoi ideali
tranquillo in modico stato
morì di 83 anni
il 18 maggio 1901
tributo di filiale affetto
del ten. colonnello Socrate Poggi

 

Facendo un po’ di conti, era nato nel 1818 e aveva trent’anni in quel 1848 che è stato definito la primavera dei popoli.

La cosa che più mi colpisce è che qui, all’inizio del ‘900 si definisce congiurare il combattere “per la salute dell’Italia” : decisamente le parole a volte cambiano di significato in modo totale.

Saldo nei suoi ideali

tranquillo in modico stato

Che bella sintesi di una vita spesa bene!