insieme fino alla fine del mondo

la navata lateraleNella cattedrale di Alcobaça, nel nord del Portogallo, in due splendidi sepolcri, dormono Pedro Primo e sua moglie  Inès de Castro, re e regina del Portogallo nel 1300; un fatto ovvio si direbbe ma a guardare bene non proprio. La disposizione dei due sepolcri è originale perché anziché essere affiancati, come di solito, i due sepolcri sono separati e posti in modo speculare, “piedi contro piedi”. Attualmente le due tombe sono nei due bracci del transetto della splendida cattedrale del monastero di Alcobaça, dove sono state sistemate dopo averle spostate dalla cripta delle tombe reali dove, tuttavia, erano disposte nello stesso modo…

le tombe primaNon è un errore e pure ripetuto, c’è un motivo serio: il rispetto di una volontà che va oltre la morte e la testimonianza di una storia d’amore senza confini, romantica ma anche ferocemente violenta

la tomba di Inès nel braccio del transetto

la tomba di Inès nel braccio del transetto

Inés de Castro, nacque a Comarca de La Limia, in Galizia, intorno al 1320. Figlia illegittima di Pedro Fernàndez de Castro, imparentato col re di Castiglia Sancho IV, cresce alla corte castigliana; nel 1339 è dama di compagnia della cugina Costanza Manuel di Castiglia e la accompagna quando va sposa dell’erede al trono del Portogallo Don Pedro, figlio di Alfonso. Così si prepara un incontro davvero fatale. Infatti Inés e Pedro si incontrano, si guardano e si innamorano follemente.  Nel 1345 Costanza dà alla luce Ferdinando, l’erede al trono, ma muore durante il parto. Nulla ormai ostacolerebbe i due amanti, tranne la volontà ferrea del re, il padre di Pedro, che si oppone fermamente.

Inès

Inès

Re Pedro I

Re Pedro I

Allora 1346 i due si sposano in gran segreto. Dalla loro unione nascono 3 figli. La cosa continua a non piacere  a re Alfonso che decreta l’esilio per la donna. Tutta la famiglia andrà a vivere lontano dalla reggia, in una splendida residenza di campagna vicino al convento di Santa Chiara de Coimbra. Ma re Alfonso non si dà pace e istigato da tre nobili consiglieri approfitta dell’assenza di Pedro per uccidere Inés.

“Al ritorno Don Pedro incrocia nell’ordine i demoni dell’orrore, della rabbia e della vendetta.”

Arma un esercito e scatena una guerra civile contro il padre. Per due anni tra i fiumi Duero e Miño scorre il sangue, poi nel 1357 padre e figlio stipulano una tregua, che prevede anche che gli assassini di Inés siano perdonati. Il principe china la testa, ma pochi mesi dopo Alfonso IV muore. E il primo atto di Pedro I re del Portogallo è far catturare i tre nobili in fuga e, dice la storia o forse la leggenda, fargli strappare lentamente il cuore dal petto, così come loro avevano fatto con lui uccidendo la sua amata.

la scena macabra dell'incoronazione del cadavere della regina Inès

la scena macabra dell’incoronazione del cadavere della regina Inès, che ha ispirato dipinti, testi teatrali, romanzi

Nel 1360 il re rende ufficiale il suo matrimonio con Inés de Castro. Non importa se è morta, è sua moglie, ed è lei la regina del Portogallo. Così ne fa riesumare il corpo. L’incoronazione avviene in pubblico, con una fastosa cerimonia: il popolo sfila davanti al cadavere seduto sul trono e rende omaggio, il clero e la nobiltà baciano l’anello e le ossa delle sue mani. Al termine fa seppellire i resti di Inés in una tomba regale nel monastero di Alcobaça dove alla sua morte sarà seppellito lui stesso.

la tomba di Inès

la tomba di Inès

la tomba di Pedro

la tomba di Pedro

Riposeranno vicini, piedi contro piedi, in modo che alzandosi allo squillo delle trombe della resurrezione, si troveranno l’uno di fronte all’altra, ognuno sarà per l’altro la prima cosa che vedrà e, come promesso saranno insieme

até ao fim do mundo (fino alla fine del mondo)

il Giudizio finale e l'apertura dei sepolcri, il momento atteso dai due innamorati

sullaa tomba di Ines la scultura del Giudizio finale e l’apertura dei sepolcri, il momento atteso dai due innamorati

a Corinaldo dorme Petronilla “modesta e contenta”

DSCN8927 copia Le lapidi antiche raccontano molto non solo della persona a cui sono dedicate, ma anche e soprattutto sulla società, i valori, i modi di vivere del tempo, del luogo e della gente cui appartengono.
A Corinaldo, sotto il bel loggiato che ospita le lapidi “storiche” che non corrispondono più ad una sepoltura, ce ne sono tante, bellissime e interessanti.
Una di queste è dedicata a Petronilla Ciani in Berzolari, di anni 35.
Intanto il nome che non avevo mai sentito applicato ad una persona vera e non ad un personaggio dei fumetti, e questo certo si deve all’epoca: siamo nel 1886!
E poi la descrizione della vita e degli orizzonti di Petronilla:
“Visse tra domestici affetti, contenta al compimento dei doveri di figlia di sorella di sposa.”
La morte la colse quando si preparava “ai doveri e alle gioie (e meno male) di madre”.
Insomma il quadro perfetto di una vita a servizio della famiglia, degli altri. Di lei come persona si dice è che “visse modesta… contenta” di questo destino. Non ha avuto tempo di essere “lieta”
Chissà a chiederlo a lei… ma si era nel 1886, mica oggi…!

i medici che a Cingoli…

PB160084 copia

A Cingoli (MC) una lapide ricorda che era nell’800, era tifo, ma i medici ne erano vittime anche allora. E ancora i loro nomi sono qui, “cari a tutti”.

“Due Valenti ed ottimi giovani / il Dottor GIOVANNI NATALINI di Serrapetrona e il dottor POMPEO COMPAGNONI di Macerata/ curando il tifo nel territorio cingolano, il primo nel 1891 e l’altro nel 1893 vittime del dovere / di Tifo perirono.  I loro nomi cari a tutti qui vollero scritti il Municipio e la Cittadinanza  13 maggio 1894″