in Molise: un epitaffio… che non c’è

Come abbiamo detto più volte ci sono epitaffi verbosi altri estremamente laconici o insignificanti, ma questo è unico: l’epitaffio reticente, un epitaffio che hanno dimenticato di scrivere!

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Nella meravigliosa chiesa di S.Maria della Strada, una meraviglia sconosciuta ai più, nel Molise interiore c’è un altrettanto meraviglioso sepolcro, un’arca nobilissima, probabilmente della scuola di Tino da Camaino che presenta più di un mistero.

Il primo mistero è chi sia il nobile raffigurato sul sarcofago: forse interpretando gli stemmi scolpiti dovrebbe essere Berardo d’Aquino, di cui comunque si sa ben poco e soprattutto perché fu sepolto qui? E poi: “Nell’arca di S. Maria della Strada dovrebbe esserci il corpo di questo signore, ma nel tempo vi furono aggiunti i corpi di almeno altre due persone di cui non si sa assolutamente nulla.”

 E questo è il secondo mistero…

Berardo d'Aquino

Il terzo mistero: qui riposa un personaggio i cui eredi, per una incomprensibile motivazione, non fecero completare l’epitaffio che il lapicida aveva cominciato a scrivere sul bordo della pietra di copertura del baldacchino. Si noterà, infatti, sulla sinistra l’avvio di una epigrafe che avrebbe preso l’inizio da un solito  HOC…

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“Neppure sappiamo il motivo per cui Berardo sia stato sepolto in questa basilica. Forse se l’epitaffio fosse stato completato ne avremmo saputo di più.”

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Insomma su questo magnifico monumento funebre della metà del ‘300 da studiare e da dire ce ne sono tante e molte ne ha scritte il coltissimo Arch. Franco Valente che ne racconta diffusamente qui (e a cui devo foto e notizie).

 

 

dormono a Sepino

 

DSCN1647fuori delle mura di Sepino, la bellissima città sannito-romana, dormono ormai da millennii Publio Numisio Ligo e i suoi, in questo monumento funebre che ora sorge in un campo arato, assediato da presso dagli alberi che lo coprono… bisogna tornare in autunno per vederlo nella sua semplicità e autorevolezza. Come tutta la zona archeologica di Sepino sembra lasciata da poco dalla gente che l’ha costruita nel 1° secolo d.C. Tutto  qui è avvolto nel silenzio e nella tranquillità dei luoghi che la storia ha lasciato ai margini

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sulle rive del Tammaro

Il Tammaro è il fiume che scorre nei pressi di Sepino, la citta sannita e poi romana e oggi un borgo curato e pittoresco. Siamo nell’interno del Molise, un luogo  che è stato terra di brigantaggio un fenomeno di solito poco ricordato. Quindi è straordinaria questa lapide che è stata recuperata e restaurata come un documento storico e ora è murata all’ingresso del cimitero di Sepino. Una storia tragica che ci catapulta in un mondo antico e romanzesco.

DSCN2778Passeggiero
ti sofferma e piangi
qui la civile Sepino
dopo solenni gratuite esequie
dava riposo
a Luigi Fusco da Frasso
e Carolina Cinelli da Morrone
giovani sposi e vergini ancora respinti dal talamo
e da spietati briganti trucidati
presso il ponte del Tammaro
nel giorno XIX di settembre 1862
la madre dell’innocente sposa
Beatrice Barbieri
per debito di riconoscenza
alla terra ospitale
questa lapide tra le lacrime poneva
Passeggiero
se non piangi di che pianger suoli?

restaurata a cura dell’associazione culturale “Amici di Sepino”  anno 1996