qui giace… sicura di sé

A volte negli epitaffi si legge un po’ la personalità del defunto come in questa lapide che  ci racconta di Elcina, maestra nubile, di carattere franco, credente senza rispetto umano… insomma una donna volitiva che, beata lei, pare dorma sicura di aver compiuto il dovere.

Qui giace la salma della maestra . ELCINA PELATELLI . Che sicura / di aver compiuto il dovere / serenamente passò / a vita immortale / D’ingegno sagace e colto /  di carattere leale e franco / per più di trent’anni / istruì la gioventù / coll’esempio colla parola / visse nubile per dedicarsi / a formare le menti e i cuori / delle sue alunne /  Fu credente senza rispetto umano /  lasciò larga eredità d’affetti / nei congiunti …  / che il suo sepolcro / bagnano di riconoscenti lacrime

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senza il vaccino…

Nei cimiteri più antichi ogni tanto si legge qualche epitaffio che ci ricorda che di queste malattie si muore, si moriva; di solito sono molto antiche e  dopo una certa epoca non se ne trovano più…

Speriamo di non dover ricominciare.

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Gisleno Amori / studente di ingegneria /  nella università di Pisa / per eccellenza di ingegno e d’animo / caro a tutti /  morto di vajolo /  il 15 aprile 1872…

i numerosi figli superstiti…

numerosi figli

Un cimitero di montagna, a Sefro, in una stretta valle appartata e solitaria dell’Appennino umbro marchigiano… L’epitaffio Di Costantino Calamante e Agnese Gabrielli dice molto di più di quanto c’è scritto.

“I numerosi figli supestiti (sic!), Don Angelo, Quinto, Egidio, Giuseppe, Francesco, Oliva e Laura  con affetto imperituro…”

I superstiti sono sette… una famiglia già così numerosissima eppure altri ce ne erano stati… Il paese dove si trova la lapide è sempre stato piuttosto povero e una famiglia così numerosa forse non avrà avuto tanto da scialare… E, a quell’epoca, la mortalità infantile era un balzello tragico da pagare alla vita dura di stenti.

E in fondo forse in quel “numerosi figli supestiti” c’è un po’ la soddisfazione di avercela fatta e di aver potuto anche dedicare ai genitori questa lapide e questo epitaffio.

E accanto la lapide di uno dei “numerosi figli” superstiti, don Angelo…

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