piuttosto che ammainare la sua bandiera…

Sorbolongo è un villaggio grazioso e piccolissimo, fra Fano e Pesaro. Anche il suo cimitero è piccolo, ma ho pensato che valesse comunque la pena di andare a “leggere”. E valeva davvero la pena! Se non altro per questo bellissimo e misterioso epitaffio:

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Ma chi è stato ERMETE RIDOLFI che piuttosto che ammainare la propria bandiera preferì morire?

Si è ucciso?

E quale ingiustizia sta aspettando nella tomba che sia sanata?

E’ morto nel 1941… c’entra per qualcosa la politica? E da che parte stava?

Non sono riuscita a sapere niente di lui, ma stranamente su Wikipedia c’è un Ermete Ridolfi, nato qui vicino,  che nella battaglia dell’Isonzo nel 1917 si meritò una medaglia d’argento…

la migliara

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“A Irene Silvi

che colpita di migliara….”

Le lapidi dovrebbero essere tutte dichiarate patrimonio dell’umanità perchè contengono davvero un patrimonio di memoria, soprattutto quella delle cose più minute, quotidiane.

Questa lapide, in una chiesa del Molise, parla di una malattia, la migliara, di cui io, ma immagino anche molti altri, non abbiamo mai sentito parlare. Eppure ci si moriva!

Sono cambiati i tempi e anche le malattie e, anche, le abitudini: chi di noi oggi scriverebbe sul marmo la diagnosi fatale?

un’amica “speciale” ?

Di solito le lapidi dicono poche cose, molte le tacciono, alcune le “alludono”.

Spero di non stare facendo un azzardo nel pensare che sotto alle parole di questa lapide si nasconda un legame omosessuale. Perché?

Perché la maestra Daria Pecarelli non é pianta da nessun familiare, ma

“spirava nelle braccia dell’amata compagna

che con sommo dolore

in questo luogo la depose.”

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Ma il nome di questa amata compagna non c’é, benchè fosse abitudine, nel 1935, di scrivere sulla lapide il nome di chi quella sepoltura aveva pagato.

Certo che, nel 1935 c’é voluto del coraggio anche a scrivere queste parole benché reticenti, almeno come le ho lette io.