tracce

le tracceun epitaffio molto saggio … certo che per lasciare buone tracce bisogna vivere in modo responsabile.

il saggio e il poeta

A Monteleone di Spoleto il cimitero apre i suoi cancelli su un prato verdissimo su cui un piccolo gregge pascola tranquillamente in questo inizio di primavera.

pecore copieDentro al recinto sacro frammenti di umanità e di storia come sempre, ma alcuni davvero intriganti:

Il saggio

ridereA volte il mondo rideva di lui / spesso e a ragione lui rideva del  mondo.  Trovo molto bello questo epitaffio che restituisce a Settimio la dignità che sempre è stata sua ma che a volte la grettezza della vita di paese può offendere.

IL POETA in ottava rima

il poetaSchermata 03-2456748 alle 10.47.36Mi ha incuriosito l’epitaffio così elogiativo per una figura che nella foto sembrava così modesta; di solito le lapidi dei “poeti” sono enfatiche e verbose… Ho pensato ai nostri poeti di montagna e ho avuto ragione. Le notizie le ho trovate qui :

Il Poeta–Pastore Luigi Salvatori è nato a Trivio di Monteleone di Spoleto il
17-7-1874 ed è morto a Trivio il 24-4-1960.
Benché analfabeta raggiunse da solo una vasta cultura in ogni campo. Era il
sapiente del paese. A distanza di tanti anni dalla sua morte gode ancora di tanta
fama. Dettò numerose poesie, delle quali la maggior parte è andata perduta.
La spontaneità, la prontezza e l’arguzia erano le sue risorse naturali unite ad
una inesauribile vena poetica.
Dalla sua nascosta residenza in montagna il suo occhio spaziava nel mondo,
sempre attento e aperto a tutti i problemi...
Benchè analfabeta era il sapiente del paese… che parole belle si è meritato Luigi Salvatori, maestro in un’arte antica, che viene dal medioevo e che purtroppo non andrà più da nessuna parte!

Nel cinquantenario della morte gli hanno dedicato delle celebrazioni… almeno i suoi concittadini lo ricordano ancora.

 

una donna “veramente virile”

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Una lapide ricca di racconti, anche se non sembrerebbe a prima vista… 

“I parenti tutti con un cuore e un’anima sola hanno qui
composto la cara salma di
ADELE ANGELETTI
ved. LORENZETTI
IN TROTINI
defunta in Cristo a 60 anni il 30 novembre 1938 (?)
Donna veramente virile laboriosa integra e pia…..

e insieme quasi sicuramente il primo marito

SETTIMIO LORENZINI
colpito d’arma omicidia (sic?)
la sera dell’8 novembre 190….?”

Intanto Adele è stata una donna veramente virile e questo già basterebbe a rendere il suo epitaffio interessante, ma in più, rimasta vedova, si è risposata e la lapide dice “i parenti tutti con un’anima sola…”  per  sottolineare che andava d’accordo sia con i parenti del primo che del secondo marito.

Mi poteva bastare, ma continuando anche se con fatica a leggere ho scoperto, credo, che il primo marito è morto colpito da arma, mi pare di leggere omicidia e a confermare l’aspetto delittuoso c’è quel “la sera del..”.

Insomma una lapide che potrebbe essere il canovaccio di un romanzo, quello di una vita passata che ha lasciato però una memoria di sè ancora capace di emozioni.