cenere alla cenere

DSCN0395Spoleto: sul muro che limita la meravigliosa Piazza del Duomo una piccola pietra dice
“Qui sono custodite le ceneri di Thomas Schippers  1930 – 1977”

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Il maestro che tante volte aveva, su questa piazza, diretto la magia del concerto conclusivo del Festival dei due mondi ha molto amato Spoleto e ne è stato ricambiato, tanto che la città gli ha tributato questo onore raro.

E così ogni volta che mi concedo il piacere di andare a godere l’incredibile bellezza di questa città e di questa piazza anche io ricordo Schippers, la sua musica e la sua vita breve.

perduti a Filottrano

perduti...

Di solito i monumenti ai caduti sono  l’apoteosi dell’enfasi e della retorica. Trovo esemplare  questo bel monumento, fatto di marmo, di un gelsomino, di un cipresso e di poche parole belle che vuole ricordare quelli che non hanno nè nome, nè tomba  e si trova nel cimitero di Filottrano

Come dice la scritta:

Perduti nei profondi abissi – in assolati deserti – nelle nevose steppe – dissolti nel cielo vivete nella memoria

Il prezzo della libertà

Davvero si potrebbe “aprire una galleria” per l’arte, soprattutto scultura e anche architettura, che si esprime nei cimiteri. La differenza dalle altre è che qui le opere non si potrebbero spostare, dovrebbero essere (e sono) i visitatori a farlo. Ancona, cimitero di Tavernelle, la tomba di Giuseppe Meloni.

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l’epigrafe recita:

“O Uomini, dice dal sepolcro insanguinato Giuseppe Meloni, per la mia giovinezza infranta spezzate le spade, bandite l’odio dalle anime, regnino fra di voi solamente il lavoro e la giustizia e fate che le giovinezze future fioriscano nell’amore e nella pace –

Gli amici posero il XX aprile MCMXXII)”

Giuseppe Meloni era un giovane repubblicano   ucciso dalla guardia regia durante una sommossa nel 1921 (‘sti marchigiani nel secolo scorso erano gente focosa!).

Purtroppo non si vede bene nella foto ma il monumento funebre è sormontato da una statua allegorica della libertà piuttosto bella, anche se, ovvio rispecchia lo stile retorico del suo tempo

la libertà copQuesta statua allora fu apprezzata e ammirata , ma era il 1921 e questa “libertà” ebbe un prezzo duro.
L’autore è Galileo Emendabili aveva allora 21 anni, era un  simpatizzante dei circoli repubblicani e questa è la sua prima opera importante. Cominciò subito ad avere successo, ma il nascere del fascismo gli sbarrò la strada e così partì per il Brasile con un biglietto di terza classe.
Non tornerà più fino alla sua morte nel 1974 nemmeno per nostalgia.
Lì è diventato un grande scultore a cui commissionarono molte opere pubbliche come il mausoleo dei combattenti del 1932…
Così questo monumento funebre di storie ce ne racconta due, entrambe dalla stessa parte…

Piccola galleria di G.Emendabili:

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