… e dormono anche i fascisti

Sempre a San Severino Marche così come i liberi pensatori “dormono” anche quelli che l’hanno pensata diversamente:

+interventistaFrancesco Lori, interventista… fu esaudito. Chissà se si è mai pentito.

E ancora Attilio Caglini dottore ingegnere – commendatore della corona d’Italia –
alla salvezza della patria diede sangue squadrista – alla sua grandezza fervore di opera…lo squadristaAttendono invece appena dissimulati sotto a un telo di plastica i repubblichini caduti… forse l’Amministrazione Comunale sta pensando come evitare polemiche….

+repubblichini

dormono i liberi pensatori…

A San Severino Marche, nel bel cimitero monumentale, è stato conservato molto e così si può, volendo, ripercorrere la nostra storia attraverso il racconto degli epitaffi. Comincio con quelli dei “liberi pensatori”

libero pensatoreCopierNAZZARENO BELLABARBA che dopo aver combattuto come volontario a Mentana con Garibaldi  tornò a casa e a 75 anni ( ! ) muore mentre “sereno attendeva all’usato lavoro”!

libero pensatore++ copiae poi LUIGI ANGELUCCI che nel 1902

morì qual visse  /  libero pensatore

e ancoralibero pens.Copierl’epitaffio che questa volta è difficile da leggere , dice:

GIUSEPPE SANTONI nel 1915  / chiuse la sua vita / di lavoro e di amore  / alla famiglia  / con fede ferma / nel libero pensiero / e nella libera coscienza / dell’uomo onesto.

Devono essere state delle persone che valeva la pena conoscere, hanno degli epitaffi che molti di noi credo vorrebbero potessero essere scritti sulla propria lapide

 

dormono vicini a Montone

Nel cimitero di Montone, in Umbria, a pochi metri di distanza le lapidi di tre uomini vissuti e morti in tempi lontani fra loro, ma ancora di più lontani nelle idee che hanno guidato la loro vita : il garibaldino, il repubblicano, il fascista

GaribaldinoGaribaldino1070914_3344L’epitaffio dice:

spoglie mortali di  GIUSEPPE POLIDORI
ufficiale di Garibaldi
a lui che nel 1864 perdette nella vicina Tiferno
la giovin vita – logorata ma coperta di gloria immortale
nella campagna del 1859
e nell’epica lotta dei mille
per volontà di popolo nel 40° di sua morte    1904

 

 

E di questo garibaldino Montone è davvero fiera infatti lo ricorda anche in paese, con una bella targa sopra una porta della cinta muraria.

 

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La lapide del repubblicano è piccola, modesta, sul muro di una cappella comune

e dice:
Raffaele Tegami
cittadino onesto
perdonò i suoi usurpatori
fermo nel suo principio
di repubblicano
morì 3 ottobr 1911

 

 

mazzinianoQuella del fascista è difficile da leggere, quasi cancellata

Giovanni Battista Reali070914_3340
che la vita ebbe soltanto come sacrificio
fu fante nella grande guerra
e per tre volte fu ferito
fu primo fra i fascisti di Montone
nell’azioni più pericolose
pagò col sangue il prestigio del suo buon nome