una vita in tre parole

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Tre parole per una vita: la prima si intuisce soltanto ma dovrebbe essere giusta:

MURATORE   PARTIGIANO  ANTIFASCISTA

Tre sole parole che però bastano per sintetizzare una vita ben vissuta.

come si vive e come si muore

partigianiNon c’é quasi cimitero che non abbia almeno una lapide a un caduto partigiano. E spesso, troppo spesso la battaglia non è stata leale, ma qualcuno ha tradito.

Anche qui come altrove si reclama non una tomba ma un’ara di sacrificio che sia di monito…

Mi intristisce un po’ quell “apprenderanno i giovani come si vive come si muore”…. forse le cose non sono andate così o almeno non sempre e dovunque.

il sindaco amato

1.jpgin tempi di antipolitica come i nostri é quasi commovente leggere questo epitaffio dedicato a un sindaco che

“amò sinceramente il popolo-che lo volle sindaco per la seconda volta-

il giorno della liberazione – operò rettamente e seguì un ideale”.

Che nostalgia di tempi in cui parole così si potevano lasciare nel marmo senza timore di essere smentiti.